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NEWS
02-09-2010
MARTEDI' 7 SETTEMBRE RIAPRE LA SEGRETERIA!
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11-07-2010
GIURIA SACT/100autori - Premio alla miglior sceneggiatura

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29-01-2010

DOCUMENTO SACT SUL DECRETO ROMANI PRESENTATO ALL'VIII COMMISSIONE DEL SENATO

 
Documento della SACT sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007 che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive
 
La Sact (Scrittori Associati di Cinema e Televisione), a differenza di altre associazioni miste di autori dell’audiovisivo, è l’associazione di categoria che rappresenta unicamente gli sceneggiatori, il cui lavoro si pone alle fondamenta dell’intera industria dell’audiovisivo.
Ogni fiction ed ogni film nascono dalla scrittura di soggetti e sceneggiature.
In questo momento, la Sact registra un enorme livello di disagio della categoria, in cui la maggiore produttività si realizza tra i 35 e i 50 anni, età cruciale per la formazione e il sostegno delle proprie famiglie, dovuto alle recenti notevoli riduzioni di investimenti nel settore della fiction da parte di Rai e Mediaset.
Lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive, oggetto di questa audizione, viene ad aggravare ulteriormente questa crisi così drammatica e per questo
la Sact
- in accordo con tutte le realtà rappresentative di lavoratori, scrittori, registi e tecnici del settore dell’audiovisivo –
chiede
il ripristino dell’art. 6 e art. 44 della Legge 177/2005.
Negli art. 6 e 44 della Legge 177/2005 sono infatti indicate
-       precise quote e sottoquote di investimento e programmazione a favore della cinematografia italiana
-       le quote di investimento e programmazione riferite alla Rai
-       e viene sancita l’attribuzione ai produttori indipendenti dei diritti residuali.
Queste norme, introdotte dapprima nella legge 122 del 1998 e poi rimodulate (ma sostanzialmente riaffermate) nell’art 44 del D. Lgs. 177/2005, si sono dimostrate indispensabili nel promuovere e determinare una crescita di tutto il comparto dell’audiovisivo, anche nei limiti di una non completa attuazione di tutte le norme, come ad esempio quelle riguardanti i diritti residuali o la programmazione in tutti i palinsesti televisivi. 
A questo proposito, sottolineiamo anzi alcune delle imperfezioni eventualmente da migliorare quali:
-       la modifica del calcolo delle quote di investimento e programmazione con l’inclusione di tutto il tempo di programmazione e tutti gli introiti derivanti da notiziari, manifestazioni sportive, giochi televisivi, pubblicità, servizi ai teletext e televendite, in modo da evidenziare con maggiore chiarezza e certezza la quantità delle risorse a cui fare riferimento.
-       una migliore precisione nella definizione dei diritti residuali per arrivare ad una effettiva attribuzione ai produttori indipendenti.
Inoltre,
in quanto al decreto oggetto dell’audizione
la Sact considera inaccettabili:
-       il termine “ovunque prodotte” riferito alla definizione delle opere cinematografiche italiane, perché il lavoro dello sceneggiatore - che deve raccontare l’Italia e deve costruire l’identità nazionale del prodotto in un modo riconoscibile ed esportabile – perderebbe molto della sua qualità qualora la rappresentazione coerente della propria opera non fosse ottenuta con l’interpretazione di attori e la presenza visiva di luoghi, volti, costumi e oggetti prettamente italiani.
-       il periodo di 9 mesi per arrivare ad un successivo decreto che stabilisca le effettive quote da riservare alle opere cinematografiche italiane.
-       il controllo del Web e dei suoi contenuti.
-       che tutte le norme a favore della produzione audiovisiva e cinematografica, attualmente definiti da una legge (norma primaria), vengano ora stabilite da norme secondarie (decreti, regolamenti successivi, contratti di servizio) che non danno la stessa garanzia di solidità.
Roma, 27 gennaio 2010
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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