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04-02-2010

DECRETO ROMANI - QUASI VITTORIA

 E pur si muove! La mobilitazione generalizzata, a tutti i livelli, contro il decreto Romani sembra aver dato i suoi frutti.

 

Grazie all'appoggio di personalità politiche dell'opposizione (in particolare del senatore Vincenzo Vita che ha avuto ripetuti incontri con i Sindacati e le Associazioni interessate -  SACT compresa - e con il MovEm09) il Governo, nella persona del Viceministro Romani, ha dichiarato che, per quanto riguarda le quote di riserva alla promozione di opere europee, il Decreto 169  ristabilirà le condizioni dell'Art. 44 del T.U. della radiotelevisione. Stessa cosa per i diritti residuali. In soldoni, per noi sceneggiatori e per i produttori le cose resteranno come prima. Il pericolo più grave, quello cioè che la nostra già scarsa offerta di lavoro  si riducesse drasticamente, sembra scampato. Resteranno invece le quote di pubblicità sfavorevoli a SKY e un' occulta limitazione della libertà sul WEB che i parlamentari d'opposizione delle Commissioni competenti, invitano a non sottovalutare.

Il 3 Febbraio presso la Sala degli Atti Parlamentari, nel Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, c'è stata una riunione del MovEm09 (per la SACT c'erano Daniele e Viviana), di APT e di varie associazioni ed enti interessati, con alcuni parlamentari dell'opposizione. Fra questi, Paolo Gentiloni ha confermato la retromarcia di Romani sul Decreto, avvertendoci però di non abbassare la guardia finché non verrà presentato il testo del Decreto riscritto. A quel punto valuteremo.

 

A seguito il testo del Comunicato emesso il 4 febbraio dagli on. Vita e Vimercati

 

DL ROMANI: VITA E VIMERCATI (PD), SU QUOTE MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO

"La nostra battaglia, condotta insieme alle organizzazioni sindacali e alle associazioni dell'universo del cinema, dell'audiovisivo e della rete, ha certamente già avuto due risultati positivi: si è riaperto il grande tema culturale del sistema radiotelevisivo e dei nuovi media contro la vera e propria occupazione dell'immaginario operata dalla destra berlusconiana, e il governo ha dovuto fare marcia indietro". Lo affermano i senatori del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione cultura, e Luigi Vimercati, segretario della commissione Lavori pubblici.

"Il risultato più clamoroso - aggiungono - è che l'esecutivo è stato costretto a cambiare radicalmente l'impostazione sulle quote di produzione di film e  audiovisivi italiani ed europei oltre al ripristino dei cosiddetti diritti 'residuali' dei produttori indipendenti. Il governo si è così impegnato a tornare al vecchio testo Gentiloni. Vigileremo perché a queste parole seguano i fatti nella riscrittura del decreto".

"Il giudizio sul decreto - concludono Vita e Vimercati -  rimane profondamente negativo sia perché riteniamo che il governo abbia abusato della delega prevista dalla legge comunitaria dello scorso anno sia perché contiene l'ennesimo regalo a Mediaset sulla pubblicità. Inoltre è stato indebitamente inserito il capitolo su internet con un insopportabile spirito censorio. Su quest'ultimo argomento, tra l'altro, è intervenuto con grande nettezza il presidente dell'Authority delle Comunicazioni, Corrado Calabrò. Vi è dunque una richiesta precisa che rivolgiamo ancora oggi all'esecutivo: si stralcino gli articoli sul web che poco c'entrano e ancor meno hanno a che fare con i principi di libertà che ispirano la Rete".

 

4 febbraio 2010

 

 

nella foto: il palazzo del Senato in piazza della Minerva, luogo dell’incontro del 3 febbraio

 
 
 
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